Introduzione: l’illetterato con il gusto della ricerca Leonardo (1452-1519) è definito un personaggio poliedrico per la vastità degli interessi che ha coltivato con un acume che sorprende, con una vivacità che appare incredibile in mezzo a figure non facili e a vicende complesse che gli sono turbinate attorno. Il bisogno di provvedere a se stesso e alla sua “famiglia”, quella fatta dai collaboratori, non gli ha impedito di coltivare i più svariati interessi. Lo ha fatto con la profondità di chi non solo coglie i problemi, ma li affronta anche con la riflessione propria del “curioso”, di colui cioè che non si limita a verificare, ma vuol anche capire e razionalizzare. Non avendo mai avuto una famiglia in cui avvertire i buoni sentimenti, sviluppò, abitando col nonno e con lo zio, l’amore per la campagna a contatto con la natura, senza la possibilità di avere quella formazione che allora si poteva considerare completa nella misura in cui si padroneggiava il latino. Forse si deve alla sua natura un po’ selvatica e a questa educazione, sviluppata in modo non convenzionale e regolare, quella sua sapienza spicciola che gli deriva dalla vita taciturna e isolata e dal coltivare le cose semplici apprese in campagna, dove rimase fino all’adolescenza inoltrata. …..
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Indubbiamente si tratta di un’opera che dovremmo classificare come opera giovanile; ma in realtà Manzoni era ormai approdato alle età matura, se non altro perché siamo al rientro a Milano da Parigi, quando, con lo stesso matrimonio, si direbbe che egli “mette la testa a posto” e soprattutto si professa ormai credente. Proprio per questo egli non vuole più occuparsi di miti e di favole, come quelle finora perseguite con le sue sperimentazioni poetiche di chiaro stampo scolastico. Certamente lo scrittore è entrato in una fase della vita, nella quale sta cercando un suo equilibrio dopo gli ardori giovanili; e lo sta cercando, mentre aderisce a quella fede cattolica che aveva incontrato a Parigi e che gli veniva ri-chiamata pure a Milano da sacerdoti di stampo giansenista, per certi versi innovatori rispetto a schemi clericali e religiosi troppo conservatori.
Era figlio di Giulia Beccaria, figlia di Cesare, forse il milanese più noto nell’ambiente illuministico degli studi e delle riforme civili. Costui però non sembra aver segnato personalmente il nipote, il quale lo incontrò solo una volta. Grazie però alla madre poté nell’età giovanile entrare a far parte di quella schiera di intellettuali, di cui assume gli interessi culturali.
Introduzione: l’emarginazione di Silone in Italia e il riconoscimento in Europa
Anche ad essere trascorsi già 50 anni dalla morte violenta di Martin Luther King, la memoria e soprattutto il mito di quest’uomo non si sono spenti. Non è neppure venuta meno la questione che lo ha fatto diventare famoso non solo nel suo Paese, perché il problema della segregazione razziale, negli USA, come pure nel resto del mondo, non è affatto caduta, nonostante le leggi a sostegno delle minoranze e nonostante che si possa dire avanzata la coscienza che il problema razziale sia da superare, anche dopo i drammi che si sono consumati per questo modo di intendere e di vivere fra razze diverse.
esù gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d’acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: «Il Maestro dice: Dov’è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?». Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua. (Marco 14,12-16)…..
La notizia della risurrezione, nelle prime ore, sconvolge alcune donne, quelle che avevano osato, già di primo mattino, ritornare sul luogo del dramma per dare compimento ai gesti di pietà, un po’ affrettati nelle concitate ore seguite alla morte di Gesù. Poi la notizia, non del tutto creduta, neppure dalle donne accorse sul posto, coinvolge il gruppo degli Undici, rinchiusi per paura, senza che essa possa comunque apparire al momento credibile, anche perché, in quel momento, essi erano ancora sconcertati e turbati per la piega degli avvenimenti. La notizia arriva anche alle orecchie degli avversari di Gesù, che pur si aspettavano qualcosa del genere, non perché convinti davvero che uno, ucciso in quel modo, potesse riaversi, ma perché temevano colpi di mano da parte dei suoi per riaversi dalla brutta esperienza, vissuta senza esserne adeguatamente preparati. Se colui era un impostore – e così erano anche i suoi seguaci -, ci si poteva aspettare di tutto, anche un intervento alla tomba per portarlo via, e poi far credere nella risurrezione preannunciata. Comunque quello che è veramente successo non era atteso, o non lo si aspettava in quel modo. E del resto, ad onor del vero, nessuno ha potuto assistere alla scena del suo risveglio, dentro quella tomba, e ai suoi primi passi fuori del sepolcro, lasciandolo ormai aperto per sempre. Nessuno è testimone dell’attimo incredibile che lo vede nuovamente vivo, e nessuno, propriamente, può dire qualcosa a questo proposito…….